Due storielle a lieto fine

Prima storiella
È una calda giornata di fine agosto. Siamo in un paesino della Bassa Veronese. Il professor
Ghezzo si sta recando a visitare una colonia segnalatagli da alcuni volontari, quando la
sua attenzione è attirata dal banco del pesce del mercato settimanale. In una cassa guizzano,
VIVI!!!, parecchi pesci gatto. Il venditore spiega che questi animali riescono a sopravvivere
anche parecchie ore fuori dall'acqua e che, per i paesani, è una prelibatezza poterli cucinare
così. Il nostro Presidente non ci pensa due volte: banconote alla mano li compera tutti, e li
libera nel vicino canale dove vige.. il divieto di pesca!!! Sguardo compassionevole dei presenti.
Che abbia qualcosa fuori posto?!?
Seconda storiella
Da qualche tempo giungevano inequivocabili segnali circa la presenza di topini nella
stanza degenze dell'Animal Sanctuary. Che fare? Il professor Ghezzo ne parla con l'amica
e collaboratrice professoressa Myrna Condini di Trento che subito invia delle gabbie
trappola per topi. Gli animaletti potranno essere così catturati vivi e liberati nel
parco di villa Ghezzo Tardivo. L'idea va a buon fine e, finora, sono tre i topini "espulsi"
dalle stanze dell'Animal Sanctuary. Inerpellato a proposito, il professor Ghezzo, ci dice:
«Ricordo, durante un viaggio nella Francia del Sud, nell'agosto del 1991, di aver visto,
verso Mezzanotte, due topini dormire abbracciati, ai raggi della luna, sulla riva di un
canale. Facevano un tal tenerezza che mi sarei messo a piangere come un bambino. Un'altra
volta, invece, in una casa abbandonata nel cuore del centro storico di Padova, ho scoperto
un'enorme topa che allattava i suoi otto nati. Una scena bellissima, di una disarmante
bellezza. Da allora il mio rispetto verso gli animali si è accresciuto, se possibile.»
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I topini "ospiti" della Fondazione, poi liberati
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E. L.
