

di Annamaria Sette De Paolis - Roma
Nel nome di Dio? «Se fossi Dio, di tutto questo mi offenderei»: queste le parole che Leonardo
Sciascia presta a Candido - nell'omonimo racconto - per definire talune anacronistiche, pie
tradizioni prepetrate nel nome del Signore. Pur nel rispetto verso le credenze religiose tento
l'arduo compito di riassumere in poche righe l'uccisione rituale di rito islamico (Dhabha)
e le modalità di rito ebraico (Shechitah) di animali destinati - ahinoi! - all'alimentazione
umana.
L'Italia, con il decreto legislativo n° 333 del 1998, ha recepito la direttiva 93/119/CE sulla
Protezione degli animali durante l'abbattimento e la macellazione. Negli allegati tecnici
sono descritti i vari metodi di stordimento consentiti prima della macellazione... Purtoppo una deroga
alla normativa consente l'uccisione per dissanguamento senza stordimento in ossequio alle prescrizioni
sciaraitiche, Dhabh (carne halal), e al rito ebraico, Shechitah (carne kasher
o kosher). La macellazione, pur molto simile nelle due religioni monoteistiche, registra alcune
differenze, peraltro non di poco conto: la macellazione Dhabh (halal) può essere effettuata
da chiunque purchè mussulmano; senza specifico addestramento o controllo da parte di un Comitato Centralizzato
Mussulmano. La macellazione Shechitah (kasher) è praticata dal Shochet, addestrato
e delegato ad hoc dalla Commissione Rabbinica.
In verità, i vari metodi di stordimento previsti dalla normativa europea recepita dall'Italia, sono spesso dolorosi,
frequentemente non praticati in modo corretto e, comunque, con esiti incerti tali che la Commissione Scientifica
Veterinaria dell'Unione Europea ha espresso serie perplessità. Comunque, lo "stordimento" tramite la pistola
a proiettile captivo sembra sia certamente preferibile alle modalità di macellazione secondo i riti islamico
ed ebraico.
Numerose sono le voci autorevoli di entrambe le religoni monoteiste che dissentono sulle procedure di lento
dissanguamento con la recisione delle arterie carotidee, le vene giugulari, l'esofago e la trachea, senza
previo stordimento.
Il conte Gentile, Patron dell'Associazione Ebraica Ecologica e Vegetariana Inglese ha commentato:
«Molti Ebrei, me compreso, ritengono la Shechitah offensiva e barbara. Altre modalità di uccisione
non sono giuste ma riteniamo deprimente di non aver progredito - quale popolo eletto - abbandonando questo
tipo di macellazione». Il Rabbino inglese Sidney Clayman dice: «Mangiare carne secondo le leggi ebraiche
non è obiettivo primario ma una concessione alla umana fragilità». L'Unione Progressista e Liberale Ebraica:
«... Il primo essere umano era certamente vegetariano... molti sono gli Ebrei che ritengono eticamente riprovevole
prendere la vita da un animale...».
Vi sono forti resistenze al cambiamento in nome del credo religioso ebraico. Eppure modifiche sono state
apportate e tra queste l'abbandono della lapidazione per blasfemìa.
Il giornalista Carlo Coccioli, nel suo articolo Le buone ragioni di Brigitte Bardot (28.XII.1996),
cita tra l'altro un brano de Le vie Quotidienne à la Mecque de Mahomet à nos jours ( ed. Hachette - 1989)
di Slimane Zeghidour, scrittore algerino, mussulmano, che racconta quanto ha visto con i propri occhi: «...voglio
sgozzare con il mio coltello, imbrattarmi le mani, stancarmi e godere... urla un algerino ai correlegionari che
gli mostrano dei buoni d'acquisto che danno diritto a un sacrificio per procura in uno dei macelli... Chi vi
garantisce che loro uccideranno realmente un animale a nome vostro?...».
Prosegue Coccioli: «Sembra che lo sgozzamento (nahr) non sia obbligatorio se non per il credente
legato ad un voto o che deve riparare per un rito imperfettamente compiuto».
Ricercatori mussulmani affermano che le festività sono ormai talmente dominate dal mercato da divenire la
più imponente macellazione mondiale di animali. Milioni di pecore, capre ed altri animali vivi vengono esportati
dall'Australia, dalla Nuova Zelanda e dall'Inghilterra per far fronte alla domanda dei Paesi del Medio Oriente,
dell'Asia... e dell'Europa.
In Inghilterra, l'Associazione VIVA! Ha redatto alcune ragionevoli minimali proposte: (a) la carne di rito
religioso non sia venduta al pubblico in misura massiva; (b) etichettatura per il consumatore che ha diritto
di sapere; (c) la pistola a proiettile captivo per lo stordimento sia utilizzata per tutti i mammiferi; (d)
gli animali non dovranno essere esportati a fini di macellazione rituale; (e) la carne macellata a fini
religiosi non dovrà essere esportata.
Riflettendo su quanto "Qualcuno" disse con grande lungimiranza «...Scagli la prima pietra chi è senza peccato...»
chi scrive, vegetariana da oltre 25 anni, ha pronta la "pietra" nella mano ma i polsi tremano... E gli animali
ancora una volta mi "sorreggono": «Non ti agitare più di tanto... sappiamo difenderci da soli... BSE, SARS,
Blue Tongue e quant'altro ci renderanno giustizia di tanta crudele violenza ».
Se volete saperne di più:
- La macellazione di animali a scopo alimentare - € 9,81 -
E-mail cgems.clienti@cgems.it
- In the name of God: going for kill by Juliet Gellatley - VIVA! - UK - £ 2.85 + 1.90 x
spedizione - Sito Web: www.viva.org.uk
Juliet Gellatley è autrice di un rapporto dettagliato sulla macellazione rituale.
Si tratta di una forte campagna di VIVA! - Life Primavera 1998 contro la
dilagante macellazione a fini religiosi. L'articolo, ovviamente abbreviato, è estrapolato
da un dossier di 48 pagine.
In Gran Bretagna vengono uccisi annualmente 750 milioni di animali destinati
ad uso alimentare. Si presuppone vengano uccisi con metodi standard di stordimento prima della macellazione...
Sono molteplici i metodi utilizzati: pistola a proiettile captivo, pistola con proiettile, percussione violenta,
gas CO2 o CO2 + gas Argon, elettrocuzione celebrale, arresto cardiaco per immersione in vasche d'acqua. Malauguratamente,
questi metodi hanno tutti esiti incerti e la Commissione Scientifica Veterinaria dell'UE ha espresso serie di perplessità.
MACELLAZIONI RELIGIOSE
Sin dal 1919, la Legge prevede lo stordimento per la maggior parte degli animali destinati ad uso alimentare,
ad eccezione delle macellazioni religiose. In questi ultimi casi l'animale viene ucciso "con rapidi ininterrotti
movimenti di una lama liscia al fine di recidere sia le due arterie carotidee sia entrambe le vene giugulari".
Tutto ciò dovrebbe avvenire senza senza infliggere dolore e sofferenze non necessari ma questo rapporto dimostra
che non è così.
SHECKITA è la modalità di macellazione di rito ebraico e Shochet la definizione dell'operatore delegato
dalla commissione rabbinica. Ha una storia biblica ma riportata nel Talmud come sommario degli obiettivi
del Rabbino Maestro.
La perplessità rabbinica è la consapevolezza del tsaar baalel hayyim (sofferenza di creature viventi) che
vieta la deliberata inflizione di sofferenza sugli animali. In effetti, numerosi sono gli Ebrei vegetariani assertori
in tal senso del principio divino.
A supporto di questo principio biblico non occorre andare lontano: Genesi - Capo 1 - 11 «E Dio disse, la terra
germini erba e che faccia seme, e piante fruttifere che diano il frutto secondo la loro specie, che in se stesse
contengano la loro semenza sopra la terra... sarà il vostro cibo».
Il Rabbino Yitzchak Hacohen Kook riteneva che l'obiettivo ebraico fosse un mondo senza macellazioni o sofferenza -
una umanità vegetariana.
Philip Pick, fondatore dell'Associazione Vegetariana Ebraica, dice che sino al tempo di Noè era crimine gravissimo
uccidere un animale - tanto quanto uccidere un essere umano.
Quando la legge permise per la prima volta il consumo di carne, era usanza bere il sangue e tagliar via gli arti
dell'animale vivo. La legge che vieta il consumo di sangue venne redatta sia per tutelare gli animali che per
arginare il propagarsi delle malattie.
Anche per i Mussulmani il sangue è cibo vietato. L'Associazione Sanitaria Islamica dice: «Consumare sangue nullifica
la pura, umana natura».
Ebrei e Mussulmani sostengono che l'espulsione del sangue dal corpo dell'animale rende quest'ultimo edibile ma
naturalmente non è così. È impossibile drenare il sangue dei capillari e se Ebrei e Mussulmani veramente non
volessero cibarsi di sangue dovrebbero non cibarsi di sangue.
TREFAAR (Ndt: non edibile, da scartare)
La legge ebraica richiede che tutti gli animali destinati alla macellazione devono essere in salute,
in grado di muoversie senza ferite: in caso contrario la carne è trefar, inadatta al consumo umano.
Lo stordimento, sostengono, blocca il movimento e potrebbe causare danni al cervello o sofferenza.
Tragicamente, taluni Ebrei interpretano possibili critiche come forma di razzismo - né ciò sorprende in
considerazione delle persecuzioni subìte ma ciò non impedisce a VIVA! di esplorare la verità dietro le
macellazioni religiose.
Sfortunatamente, vi sono forti resistenze al cambiamento.
Dan Cohn-Sherbok commenta: «... poiché l'intento è di assicurare una uccisione non crudele, ogni revisione
a questa pratica ebraica può rafforzare piuttosto che far abbandonare questo tipo di tradizione...»
Eppure modifiche sono state apportate alla tradizione ebraica, tra queste l'abbandono della lapidazione
per blasfemìa.
In altri casi, le leggi sono state ignorate.
Il Talmud stabilisce che durante lo Shabbat (ndt: da venerdì sera a sabato sera) sia
consentito agli animali da fattoria di pascolare liberamente per i campi, godersi il sole, l'aria e l'erba
e gioire della vita tanto quanto gli umani.
La nozione di tsaar baalel hayyim è ovviamente in conflitto inequivocabile con le condizioni
degli animali negli allevamenti intensivi, capannoni industriali per polli e galline, stabilimenti
tecnologici per animali da latte.
MACELLAZIONE MUSSULMANA
Dhabh, modalità di macellazione di rito mussulmano, secondo il QU'RAN e la carne
così macellata è definita Halal ma io la definirò macellazione Mussulmana o Halal.
Può essere macellata da qualsiasi Mussulomano, psichicamente sano, maschio o femmina. Il profeta richiedeva
che la lama fosse particolarmente tagliente e che l'animale fosse confortato e trattato con rispetto.
Non è previsto un Comitato Centralizzato Mussulmano di Controllo per il rilascio della licenza
di macellazione né un addestramento adeguato.
L'Islam è la fede di massa più numerosa nel mondo e, come tutte le religioni, i suoi fedeli hanno interpretato
le regole in modi diversi pur convenendo su due princìpi - nominare il nome di Allah (Dio) da parte
dell'addetto alla macellazione e far fluire il sangue dal corpo dell'animale.
L'animale non deve essere ucciso in presenza di un altro animale; deve essere abbeverato e cibato prima
della macellazione.
L'Islam chiede ai propri fedeli di essere compassionevoli, clementi e caritatevoli verso tutte le
creature viventi e che gli animali siano considerati portatori di anima, con lo stigma di disponibilità
spirituale spirituale definita Majeed Taqwah.
Rafeeque Ahmed, mussulmano dell'Associazione Vegan e Vegetariana, dice: «Pietà è uno dei doveri islamici ed è
una delle qualità ascritte ad Allah». L'Islam implora i mussulmani di essere compassionevoli verso gli animali
e tutte le forme di vita. Nel suo pamphlet Îslâm and Vegetarianism (p. 24) RafeequeAhmed scrive:
«Qualsiasi crudeltà verso gli animali è vietata in Islam».
Gli Âhâdîths (Ndt: "raccolte" di Âhâdîth) si oppongono decisamente alla vivisezione,
bastonare, marchiare a fuoco, avvelenare, maltrattare e agli sport sanguinari. Il santo profeta sarebbe
grandemente rattristato nel vedere allevamenti in batteria in quanto ha detto: «È grave peccato per l'uomo
imprigionare animali affidati al suo potere...»
Presumibilmente, i fedeli osservanti dell Islam non mangiano uova o polli allo spiedo provenienti
da allevamenti intensivi!
Il Qu'rân comanda ai propri fedeli - tra l'altro - di non mangiare maiali né animali o carcasse, morti per
strangolamento, o per un colpo violento, affogati o sbattuti a terra - eccetto che non sia lecito
(per collasso letale).
Alcuni Mussulmani ritengono che la gasatura equivalga allo strangolamento e che lo stordimento elettrico
e la pistola equivalgano a colpo violento.
Taluni rifiutano lo stordimento del pollame per immersione in acqua ritenendolo equivalente
ad "affogamento parziale".
Il Dr. Abdel Aziz El Khayat, Decano della Facoltà di Legge Islamica, Università di Giordania, ha
sottolineato in un rapporto all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che non vi è alcuna
posizione assoluta in merito allo stordimento per i Mussulmani. La pistola captiva può essere
ammessa in caso di estrema necessità - che va incrementandosi ovunque - purchè l'animale sia ancora
in vita e la sua gola sia tagliata.
L'ex Mufti siriano, Sheikh Aboul Yusr Abdin, ha espresso una opinione giuridica simile in merito allo
stordimento: «Se l'animale rimane in vita e il macellatore è mussulmano, la macellazione con stordimento
può ritenersi legale».
Procedure di MACELLAZIONE EBRAICA
Per uccidere una vaccina occorre rinchiuderla in un contenitore tipo Cincinnati, in posizione verticale,
sospinta verso l'alto in modo che la testa resti bloccata in avanti, dalla base si eleva una piattaforma
a sostenere la parte posteriore del corpo e la testa viene tenuta sollevata da un altro elevatore mobile.
Dopo il taglio, lo sportello scorrevole viene alzato, una zampa posteriore bloccata e l'animale sollevato
verticalmente.
I contenitori verticali Cincinnati sono entrati in uso soltanto nel luglio 1992 in sostituzione dei superati
contenitori rotanti in ghisa Weinberg che divennero illegali perché provocavano "dolore... terrore e stress"
(Rapporto del FAWC).
Nei contenitori Weinberg l'animale veniva lentamente sballottato su e giù con grande sofferenza provocata
dalla forte pressione del rumen (Ndt: una delle parti del complesso stomaco dei ruminanti) sul diaframma
e sul petto. La testa veniva spesso bloccata da un piede intorno al collo. Malgrado gli animali fossero
contusi venivano, comunque, passati per kosher (Ndt: o Kasher).
Taluni Ebrei difendevano con vigore il tipo Weinberg come compassionevole mentre decisamente non lo
era.
L'Associazione Medica Islamica sostiene che: «Non vi è nulla di crudele e doloroso nel destinare un
animale alla morte».
Sidney Ormonde, ex segretario del Consiglio Londinese della Shechita, in merito al nuovo box tipo
Cincinnati disse: «Le nostre autorità non riterranno la Shechita accettabile», il che dimostra come
la tradizione può comunque cambiare.
Una volta morto e appeso, viene praticato all'animale un taglio sulla parete addominale e sul
diaframma; l'ispettore ebraico inserisce il braccio per tutta la sua lunghezza nel petto dell'animale
e controlla che non vi siano segni di anomalie. Se ve ne fossero, l'intera carcassa verrebbe respinta
come trefar.
La carne della parte anteriore dell'animale giù sino alla undicesima vertebra viene separata e marchiata
ma le parti posteriori non sono ritenute edibili a meno che siano private di arterie, nervi scaitici e
linfatici. Operazione costosa in termini di risorse uman e e di tempo e non più praticata in Inghilterra
dal 1930.
Questo tipo di carne viene successivamente venduta per uso comune.
La lana può essere rasata sul collo delle pecore prima che la gola sia recisa. La pecora viene manualmente
posta sulla schiena su un supporto in metallo, la gola esposta e il Shochet pratica una recisione profonda
seguendo la stessa procedura dei bovini.
Per il pollame, l'animale vivo è tenuto sotto il braccio del Shochet e il taglio è particato in un solo,
profondo colpo. Quindi, posto a testa in giù in un imbuto che ne raccoglie il sangue sino alla morte.
Procedure di MACELLAZIONE MUSSULMANA
Gli animali ritenuti edibili sono menzionati nell'Hadith, o parola del Profeta, inclusi: cammello,
vacca, bufalo, capra, pecora, cervo, pollame, cavallo, coniglio e le creature del mare.
Non vi sono restrizioni sui quarti posteriori.
Per il bestiame, le procedure sono simili alla Shechitah. Simile è il divieto di tagliare
l'assetto spinale così da consentire al cervello di continuare ad inviare messaggi al corpo, causando
convulsioni. In tal modo i muscoli, contraendosi, permettono una maggiore fuoriuscita di sangue.
Molto simile alla Shechitah per quel che concerne pecore, capre e pollame.
FILMATI SEGRETI DI VIVA!
VIVA! È riuscita ad ottenere filmati sullam macellazione di rito ebraico di due mucche.
La testa della prima mucca viene sollevata da un elevatore. Le due narici pulsanti, gli
occhi dilatati dal terrore, forte salivazione. L'operatore recide la gola della mucca che
tenta di evitare illusoriamente la lama con uno spasmodico movimento muscolare. La contrazione
facciale mostra grande sofferenza e grande angoscia. L'animale non collassa subito.
La seconda mucca viene colpita dalla lunga lama con tre fendenti prima che il sangue schizzi fuori;
viene rimosso l'elevatore dal mento ma l'animale non collassa. Visibilmente conscio mentre il sangue
sgorga dalla ferita. Gli occhi guardano, le orecchie si muovono e tiene la testa verticalmente. La
pistola captiva viene usata dopo trenta secondi. Evidentemente in modo errato perché l'animale non
collassa. Dopo cinquanta secondi tenta ancora di tenere sollevata la testa senza supporto e
qui termina il filmato.
CONSIDERAZIONI DEL FAWC
Il Comitato per il benessere degli animali da allevamento (FAWC) è un organismo governativo di consulta
istituito nel 1979 dal MAFF (Ndt: equivalente al nostro Ministero per le Politiche Agricole).
I suoi funzionari hanno visitato sei mattatoi di animali per la produziuone di carne rossa e sette
mattatoi di pollame, alcuni di questi per due volte. Le visite degli ispettori erano tutte pre-organizzate
nell'intento di predisporre una maggiore applicazione delle procedure. Malgrado ciò, i risultati furono
deludenti.
Nel mattatoio mussulmano le operazioni risultarono molto variabili. Talvolta la testa dell'animale era
quasi tranciata del tutto; in altri casi la lama non perfettamente tagliente era causa di una maggiore
e prolungata agonia, paura e sofferenza.
Il singolo taglio trasversale, sovente descritto come taglio netto dagli Ebrei, è in realtà un fendente
avanti-e-indietro. Persino alla presenza degli osservatori, l'addetto ebraico all'operazione (Ndt:
ahochet) effettuò ben sette colpi avanti-e-indietro, a mo' di azione segante, "in evidente
contrasto con l'addestramento di Shochet".
Incredibilmente, l'Associazione Medica Islamica sostiene che il taglio della gola di un bovino, in
termini di dolore, è diverso solo di poco da quello di un uomo che si taglia mentre si sbarba!
Gli animali, dopo il taglio della gola, spesso venivano legati per le zampe troppo presto e la stessa
cosa accadeva qando, ancora reattivi, li sollevavano con l'argano.
L'esame della cavità toracica sovente aveva luogo molto prima dello scadere di un minuto dal taglio
della gola. Ciò significa che la mano affondava nel corpo MENTRE L'ANIMALE ERA VIVO.
In un mattatoio mussulmano, le teste dei polli venivano immerse nella vasca d'acqua dove il voltaggio
elettrico era deliberatamente basso in modo che gli animali non fossero morti - per definizione non
erano storditi. Avevano subìto una dolorosa scossa elettrica e, ancora pienamente coscienti, veniva
loro tagliata la gola.
PERDITA DI COSCIENZA
Il FAWC prevede che «Quando gli animali vengono sottoposti a macellazione il loro benessere deve
essere totalee la perdita di sensibilità deve essere immediata. È evidente per noi... che la perdita
di coscienza a seguito di violento flusso sanguigno nelle maggiori arterie del collo non è immediata.
Dal nostro punto di osservazione riteniamo che una compassionevole macellazione può meglio realizzarsi
con un effettivo stordimento».
Il professor Donald Broom, dell'Università di Cambridge, dice: «C'è un lasso di tempo di coscienza dopo
il taglio alla gola che può durare dai 30 secondi a parecchi minuti durante i quali l'animale certamente
è in grande sofferenza e angoscia».
Dopo lo stordimento il cuore batte ancora e il sangue in pratica fluisce comunque dalla gola dell'animale.
Causa del collasso dopo la recisione dei maggiori vasi sanguigni del collo è lo shock cerebrale dovuto
all'immmediata caduta di pressione del fluido cerebrospinale.
L'animale può collassare dai cinque ai dieci secondi dopo la recisione della gola ma perde coscienza
dopo il collasso.
Da osservazioni scientifiche: «Il bestiame continuava a tentare di alzarsi tra i ventuno (21) e i
quarantasette (47) secondi; la perdita di coscienza tra i venticinque (25) e i novanta (90) secondi.»
Gli agnelli collassavano mediamente dopo circa 2.6 secondi; dopo dieci (10) secondi; dopo dieci (10)
non tentavano più di alzarsi ma respiravano con affanno sino a centotrentacinque (135) secondi dopo
la recisione; tentativi di alzarsi sino a trecentottantacinque (385) secondi. Tre su quattro hanno
respirato sino a undici-punto-sei (11.6) minuti. Un toro ha rantolato ancora per sette minuti dopo
la recisione delle arterie carotidee, le vene giugulari, l'esofago e la trachea.
Milioni di animali muoiono dissanguati lentamente e il Thornton's Tex Book in materia di Ispezioni
delle Carni spiega il perché.
«Dopo la recisione longitudinale delle arterie carotidee queste tendono, per la loro elasticità, a
ritrarsi rapidamente nel proprio tessuto connettivo della pelle esterna: in tal modo si possono
richiudere gli apici delle arterie recise. La pressione sanguigna... è quindi mantenuta dal cuore,
la pressione sanguigna nelle arterie vertebrali può praticamente mantenersi ad un livello sostanziale
e, di conseguenza, lo stato di incoscienza prolungarsi».
Questi effetti sono comuni nel quaranta per cento degli animali. Tuttavia, subito dopo la recisione
dei canali sanguigni, da semi-coscienti possono presto, ed accade, ritornare coscienti.
Taluni scienziati sostengono che misurando le risposte di attività del cervello nella corteccia
cerebrale è il modo migliore per accertare lo stato di coscienza.
Uno studio mostrava che le "risposte evocate" sparivano istantaneamente dopo l'uso corretto della
pistola a proiettile captivo mentre - dopo la Shechita - il lasso di tempo era dai venti secondi
ad oltre due minuti.
FESTIVITÀ MUSSULMANE
Secondo i ricercatori mussulmani, è assodato che feste quali Eid-ul-Azha e Eid-el-Kebir
sono talmente dominate dal mercato commerciale di animali tali da divenire la più imponente macellazione
mondiale di animali. Milioni di pecore, capre ed altri animali vivi vengono esportati dall'Australia,
Nuova Zelanda e Inghilterra per far fronte alla domanda.
MACELLAZIONI DOMICILIARI
Alcuni Mussulmani macellano gli animali - eccetto bovini - per il proprio consumo familiare, a casa.
Possono essere sgozzati da chiunque scelga di farlo, con qualsiasi strumento disponibile.
Nella trasmissione TV inglese Farming Today, un agricoltore ha detto: «Se trasporto una capra
per più di cinquanta chilometri devo riempire dei formulari... mentre potrei tenere una capra per
trenta giorni legata nel mio garage, senza dover dire nulla a nessuno!»
ETICHETTATURA
I due terzi di bovini e di pecore uccisi secondo la macellazione kasher e quelli respinti
successivamente come trefar sono venduti al mercato libero.
Lo stesso dicasi per gli animali uccisi secondo il metodo islamico Halal: carcasse non vendute nei
punti Halal o per l'esportazione finiscono sul libero mercato. La carne non è etichettata ed
incoraggia "eccessi" di uccisioni sia a fini kasher che halal.
L'etichettatura ridurrebbe le vendite e incoraggerebbe una macellazione più attenta ai requisiti religiosi.
Si ridurrebbe il numero degli animali uccisi per il mercato kasher almeno del 50 per cento.
EXPORT
La macellazione religiosa era consentita soltanto per Ebrei e Mussulmani in Inghilterra. Tuttavia, milioni
di tonnellate di agnelli e montoni vengono esportati in Medio Oriente e altri Paesi islamici, unitamente
alla carne bovina prima della BSE.
CONCLUSIONI
VIVA! ritiene che lo stordimento è spesso doloroso e frequentemente non funziona. Comunque, se praticato
correttamente, la pistola a proiettile captivo rende l'animale insensibile al dolore ed è preferibile
alla macellazione Ebraica e Mussulmana.
Entrambe le macellazioni religiose sono basate su una serie di compromessi e mezze verità = che la carne è
libera dal sangue mentre lo è solo il 50 per cento; carne "compromessa" dalla manipolazione inadeguata
degli animali (casting pens ecc...), polli malati e uova da gallina in batteria regolarmente mangiati,
malgrado il dettato religioso.
È evidente che entrambe le religioni monoteiste sono basate sul principio di pietà. Certamente nessun Dio
intendeva bilioni di animali in allevamenti intensivi, geneticamente manipolati ed esportati, uccisi
brutalmente.
Il conte Gentile, Patron dell'Associazione Ebraica Ecologica e Vegetariana Inglese, ha commentato: «Io
e numerosi altri Ebrei riteniamo la Shechita offensiva e barbara. Altre modalità di uccisione non sono
ritenute giuste ma riteniamo deprimente di non aver progredito - quale popolo eletto - abbandonando
queste pratiche e primitivi comportamenti».
VIVA! ritiene che non vi siano giustificazioni alla macellazione e certamente non in nome di Dio che
insegna pietà, compassione e sacralità della vita.
Comunque, mentre la macellazione rituale continua non ci stancheremo di chiedere che:
- la carne macellata secondo il rito religioso non sia venduta al pubblico in misura massiva;
- la carne sia chiaramente etichettata, a tutela del consumatore che ha diritto di sapere;
- la pistola a proiettile captivo sia utilizzata per lo stordimento di tutti i mammiferi;
- gli animali non dovranno essere esportati a fini di macellazione religiosa;
- la carne macellata a fini religiosi non dovrà essere esportata.
Traduzione a cura di Annamaria Sette De Paolis - Via Tommaso da Celano 94 - 00179 ROMA -
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E sul caso delle macellazioni rituali riportiamo un'interpellanza ed un'interrogazione
parlamentari:
1) XIV LEGISLATURA - ALLEGATO B AI RESOCONTI - SEDUTA DEL 22 MARZO 2004
SALUTE
Interpellanza
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, per sapere - premesso che:
- la direttiva europea 93/119/CE - recepita dall'Italia con decreto legislativo 1° settembre 1998, n.
333 - sulla "protezione degli animali durante l'abbattimento o la macellazione" di animali destinati
ad uso alimentare, ribadisce concetti consolidati ed estende le modalità applicative anche all'abbattimento
eventualmente necessario per motivi vari, i. e. igienico sanitari, macellazione speciale d'urgenza e
quant'altro;
- il legislatore comunitario ha posto particolare attenzione nei confronti delle modalità di stordimento,
elencate e descritte negli allegati tecnici, nell'intento di garantire anche il miglior trattamento
possibile degli animali destinati alla macellazione;
- lo stordimento e le varie modalità per specie sono intese per dare attuazione concreta alle nuove
conoscenze tecnico scientifiche - peraltro in continua evoluzione - e alle esigenze della società civile
dovute ad una maggiore e crescente sensibilità verso il mondo animale e i suoi diritti;
-sembra che i vari metodi di stordimento siano spesso dolorosi, frequentemente non praticati in modo
corretto e sovente con esiti incerti tali da indurre la Commissione Scientifica Veterinaria dell'Unione
Europea ad esprimere serie perplessità, senza alcun dubbio comunque preferibili alle modalità di rito
religioso;
- a fronte dell'obbligo dello stordimento sono previste deroghe: autoconsumo familiare, calamità naturali,
causa di forza maggiore; vendita diretta da parte degli agricoltori e macellazione per rito religioso;
- la più drammatica e dibattuta delle deroghe, dunque, è in assoluto quella disposta in osservanza dei
precetti religiosi ebraici e islamici;
- sembra, tuttavia, che lo sgozzamento e la morte per dissanguamento degli animali non siano in realtà
obbligatori se non per il credente islamico legato da un voto o per «riparare» un rito religioso
imperfettamente compiuto;
- la SVEZIA, Paese certo non censurabile di discriminazioni religiose, almeno sino al 2000 non ha
concesso deroghe;
- in AUSTRIA la macellazione rituale è vietata in alcune Regioni (Burgenland, Salisburgo, Tirolo,
Voralberg e Alta Austria);
- la GERMANIA, con una sentenza della Corte Costituzionale, ha invece esteso il diritto alla macellazione
rituale dalla Comunità Ebraica a quella Islamica;
- in ITALIA, a Bolzano - grazie anche all'obiezione di coscienza del personale veterinario del mattatoio
della città - la Comunità Islamica, fatto salvo il diritto di preghiera e del rito orale, ha consentito
allo stordimento di ovini e caprini;
- in Europa, l'unico Paese che pone divieto senza deroghe è la SVIZZERA dove i Cantoni, consultati dal
Consiglio Federale, hanno ritenuto prioritaria a stragrande maggioranza la legge Federale sulla protezione
degli animali destinati alla macellazione rispetto alle modalità sacrificali degli animali a fini religiosi;
- a corrente alternata, ma senza soluzione di continuità, autorevoli e prestigiosi rappresentanti delle due
religoni monoteiste esprimono parere favorevole allo stordimento, purtroppo inascoltati da credenti legati
da una malintesa tradizione religiosa;
- attualmente in Europa, Inghilterra inclusa, sono in corso dibattiti all'interno della Comunità Islamica,
sulla liceità o meno del rito dell'infibulazione delle bambine, della lapidazione, dei matrimoni forzati
e del delitto d'onore tuttora in vigore nei loro Paesi di origine ma che in numerosi casi vengono praticati
anche nelle nostre regioni europee, sia pire in silenzio;
- modifiche in passato sono state apportate al credo religioso ebraico e tra queste l'abbandono della
lapidazione per blasfemia;
- quanto appena affermato offre elementi di possibili modifiche laddove i riti religiosi confliggano
brutalmente con la società civile e avanzata;
- credenti di altri culti religiosi - non meno significativi delle tre religioni monoteiste - presenti
in Europa potrebbero ravvisare verosimilmente forme di ineguaglianza e discriminazione nei loro confronti;
- l'Europa democratica, laicamente libera da sovrastrutture anacronistiche di pie ma crudeli tradizioni non
può comunque consentire sconti o cedevolezze culturali o religiose che non le appartengono o fanno parte di
un lontanissimo, superato passato - ;
se non si ritenga opportuno valutare la possibilità di adottare apposite iniziative normative che prevedano
che: la macellazione rituale sia praticata in luoghi e da operatori autorizzati e bene addestrati al fine di
limitare e contenere la sofferenza degli animali; la pistola a proiettile captivo sia utilizzata per lo
stordimento di tutti i mammiferi; la carne sia chiaramente etichettata, a tutela del consumatore; la carne
macellata secondo rito religioso sia venduta ai credenti presso i centri di culto o da rivenditori demandati
dagli stessi centri; gli animali vivi non vengano esportati a fini di macellazione religiosa; alla carne
macellata a fini religiosi non sia consentita l'esportazione.
On. Luana Zanella (Verdi) - Membro Commissione Affari sociali
nella foto l'on. Luana Zanella
2) XIV LEGISLATURA - ALLEGATO B AI RESOCONTI - SEDUTA DELL'11 MAGGIO 2004
SALUTE
Interrogazione a risposta scritta:
FIORI (AN) - Al ministro della salute - per sapere - premesso che:
- con il decreto legislativo n. 333 del 1998 l'Italia ha recepito la Direttiva europea 93/119/Ce
sulla "Protezione degli animali durante l'abbattimento e la macellazione" di animali destinati
all'uso alimentare;
- sono molteplici i metodi di "stordimento" previsti ed utilizzati per l'uccisione degli animali,
quali pistola a proiettile captivo, pistola con proiettile, percussione violenta, gas CO2 O CO2 +
gas Argon, elettrocuzione cerebrale, arresto cardiaco, immersione in acqua, eccetera;
- questi metodi hanno comunque esiti incerti tali che la Commissione scientifica veterinaria
dell'Unione Europea sembra aver espresso serie perplessità;
- il decreto legislativo n° 333 del 1998 consente deroghe di macellazione tra cui la più drammatica
è la macellazione senza stordimento di rito sacrificale religioso ebraico e mussulmano, rispettivamente
shechitah e dhabh: sgozzamento e dissanguamento fino alla morte, liberatoria;
- da anni i due riti sacrificali sono oggetto di dibattito da parte di autorevoli rappresentanti
culturali delle due religioni monoteiste;
- la BBC World ha recentemente reso noto che pur "rigettando" il bando tout court
alla macellazione rituale, il Governo britannico ha previsto una consulta per un dibattito teso a
raggiungere possibili compromessi:
se non si ritenga opportuno adottare iniziative volte a costituire anche in Italia una Consulta
(associazione di coordinamento) che includa rappresentanti delle associazioni animaliste nazionali
più rappresentative, per un sano e costruttivo dibattito, nel rispetto delle altrui credenze religiose,
tesa a predisporre norme minimali a garanzia che non vengano inferte, agli animali destinati all'uso
alimentare, sofferenze contrarie al rispetto che comunque si deve ad ogni essere vivente.
nella foto l'on. Publio Fiori
