

Norina Cijan Barelli, la grande vera animalista, convinta vegetariana e
profondamente antivivisezionista, presente tutti i sabati a Trieste con
la sua bancarella informativa, impegnata anche in tutti i campi del sociale
(ricordiamo la sua passione per l’esperanto), ci ha lasciati. Era malata da
tempo, una di quelle malattie che nessuno ha il coraggio, né la voglia di
chiamare per nome. Fino all’ultimo Norina ha dimostrato una forza veramente
rara. Aveva sempre voglia di scherzare, la classica battuta triestina pronta,
un’osservazione acuta da regalarci, tanto che a volte arrivavamo a dubitare
della gravità del suo male e ci illudevamo che questo potesse in qualche
modo regredire.
Invece no. Eravamo noi ad illuderci. Lei sapeva fino in fondo come sarebbe
andata a finire…
Anche durante la sua terribile malattia non ha mai perso la forza di lottare,
incitando anche noi alla dura battaglia per i diritti dei più deboli,
trasmettendoci un’infinita determinazione, sua principale caratteristica.
Norina era una miniera di idee: è impossibile tentare una, seppur ridotta,
sintesi delle sue trentennali iniziative. A lei, fra le tante opere, si deve
il grande contributo alla raccolta del materiale sugli incidenti di caccia e
la stesura delle due raccolte Di caccia si muore.
Norina ci ha lasciato la notte di Natale del 2002.
È stata un’instancabile compagna di tante battaglie animaliste, sempre
presente nella lotta alla vivisezione, contro la caccia, contro la corrida e
contro tutti i maltrattamenti. Per noi è stato un sostegno morale enorme; il
vuoto che lascia nel mondo animalista è immenso. Ricorderemo sempre la sua
schiettezza, la sua profonda convinzione protezionista e la sua instancabile
opera nella lotta per i diritti degli animali.
Abbiamo perso, tutti noi, un’amica ed un preziosissimo punto di riferimento.
Ciao Norina carissima, continueremo a lottare per te!
Ebe Dalle Fabbriche
Michele Pietro Ghezzo
