

Ente giuridico riconosciuto dal 29 dicembre 1997, La Fondazione è abilitata
a ricevere legati e donazioni: il riconoscimento le garantisce l'esonero
dei diritti di successione.
COME TESTARE IN FAVORE DELLA FONDAZIONE
È sufficiente recarsi presso un notaio e depositare il proprio testamento
(informando la Fondazione riguardo il nome del notaio), oppure redigerlo
interamente di propria mano (testamento olografo), inserendo luogo e
data e firmandolo (inviando poi l'originale alla FondazioneFranca
Melchiori Fasan-ONLUS).
Ecco un fac-simile:
Questo è il mio testamento
(luogo e data completi)
Io sottoscritto .......................................................................................
(nome, cognome, indirizzo)
in pieno possesso delle mie facoltà mentali, lascio alla Fondazione Franca
Melchiori Fasan-ONLUS, con sede in Padova, Corso Milano 5:
(indicare di seguito i beni, immobili e/o mobili, i legati, la parte di attivo netto della successione di cui si desidera che la Fondazione
benefìci. Menzionare la presenza di animali e, in caso affermativo, aggiungere la clausola relativa alla loro presa in carico da parte
della Fondazione)
Firma per esteso e leggibile
Oppure scaricate il
modulo
in formato pdf

ATTENZIONE!!! I NOSTRI AVVOCATI SONO A DISPOSIZIONE PER CONSULTI GRATUITI CIRCA I TESTAMENTI DI
SIMPATIZZANTI CHE DESIDERASSERO RICORDARSI DEI LORO ANIMALI.
e-mail: testamenti@aminews.net

Nel testamento anche gli animali per offrirgli un futuro
Fare testamento non è proprio un'attività divertente, eppure, visto che nessuno è eterno
e sa quando Atropo taglierà il filo, semplifica le cose.
Pensare anche ai propri animali, nel malaugurato caso accadesse un incidente fatale
(tocchiamo il dovuto) è ancora più apprezzabile, in quanto non hanno la possibilità
di andare da avvocati di grido per reclamare beni mobili e immobili. La Fondazione
Franca Melchiori Fasan-Onlus (http://www.fasan.aminews.net; cell. 340-38.35.125 -
tel./fax 0442-94.763), di cui è responsabile il caro amico professor Michele Pietro Ghezzo,
segue oltre settecento gatti e sta portando a termine un Animal Sanctuary che si pone come
una delle prime strutture europee per l'accoglienza di animali in difficoltà.
Recentemente l'associazione è intervenuta per risolvere un problema che si pone quotidianamente.
Un'anziana signora livornese è stata ricoverata in ospedale gravemente malata. I suoi tre gatti,
non più giovanissimi peraltro, venivano inizialmente accuditi da alcuni conoscenti e vicini di
casa. Purtroppo la signora, dopo alcuni giorni di ricovero, è deceduta e la situazione nel
giro di pochi giorni è degenerata: il giorno stesso dei funerali i parenti avevano già
provveduto a smontare i mobili, lasciando i gatti in appartamento senza cibo, né un goccio
d'acqua. Non solo, pare che avessero minacciato una locale associazione animalista di venirseli
a prendere immediatamente, altrimenti avrebbero sporto denuncia. A questo punto è intervenuto
Ghezzo offrendosi di ospitarli nell'Animal Sanctuary della Fondazione. Per fortuna,
alcuni amici (non parenti) dell'anziana scomparsa hanno offerto loro una nuova casa e un nuovo
affetto.
È un copione già visto che non sempre finisce bene, anzi spesso finisce con animali abbandonati
tra i litigi per un mobile antico o per un pezzo di orto incolto da ereditare. Tra gli obiettivi
dell'associazione di Ghezzo vi è anche quello di raccogliere i testamenti di chi intende far sì
che vengano rispettate le proprie volontà nei confronti dei propri pet, per assicurare loro un
futuro sereno.
Operazione molto semplice che vi invito a prendere in seria considerazione. Bastano due righe
di proprio pugno (testamento olografo) depositate presso un notaio e un'informazione, sul nome
del professionista, alla Fondazione Fasan. Pensate anche a loro oltre ai cantonali dell'800.
Oscar Grazioli
(da Libero di giovedì 11 ottobre 2007)

A proposito di animali e testamenti parla un'agente immobiliare
Col passare degli anni mi è sempre più difficile parlare di animali; e non perchè il mio amore per
loro sia diminuito, ma perché si ha paura di sconfinare nel retorico o di ripetersi. Le battaglie
giovanili contro l'abbandono, i maltrattamenti, la vivisezione, le pellicce sono lontane e tutte
le parole dette sembrano state vane, inutili. La compassione non si insegna e la sensibilità,
immodestamente, è dono di pochi. Pertanto queste righe non sono rivolte a chi possiede un cane
o un gatto punto e basta, ma a chi ha avuto la fortuna di condividere la sua vita con a fianco,
cane o gatto che sia, chi ti guarda e ti scodinzola felice al tua arrivare a casa o che fa le
fusa quando tu, stanco, ti siedi sul divano. Se è difficile parlare di animali a chi di animali
non ne ha, è forse ancora più difficile rivolgersi a coloro (e non mi escludo) che li hanno, che
condividono con loro ogni quotidianità; difficile perché convinti di fare tutto per il megl... e
sicuramente lo fanno! Lo accudiscono, lo lavano, lo portano regolarmente dal veterinario, cibo e
coccole non mancano... e poi? Cos'altro, mi dirai tu, devo fare? Qualcuno ha scritto: «Verrà la
morte e avrà i tuoi occhi». E allora non lasciamo che quegli occhi sereni, quegli occhi del gatto
o del cane che in questo momento stai accarezzando, diventino tristi. Non possiamo né dobbiamo
permetterlo neanche a "Signora Morte".
Spesso quando accenno a questo argomento rischio d'essere considerata menagrama, le corna sono
di rito e la risposta è sempre questa: «ma cosa vai a pensare! Hai una vita davanti a te!».
Io non so se ho una vita, un anno, dieci anni, un'ora o un minuto. Non lo so e non lo voglio
ovviamente sapere. Ma so con certezza che non posso lasciare i miei cani in balia di "nessuno".
Potrei fare decine e decine di tristi esempi ma ne citerò solo uno. Durante gli anni del mio
lavoro e del mio volontariato troppe volte ho visto come finiscono gli animali di chi non c'è
più. E non si tratta di essere giovani od anziani! Auguro a tutti voi amici che leggete una
lunga e serena vita ed altrettanto lunga e serena al vostro compagno cane o gatto che sia. Ma
vi prego di riflettere. Guardate per un attimo il vostro Fuffi, Momi o Sissi... È molto facile
liberarsi di uno o più gatti, è molto facile, basta un'auto, una gabbietta e poi... la strada.
Nella convinzione comune di chi commette questo gesto la frase più frequente è: "Beh, è un gatto,
tanto si arrangia e poi troverà qualcuno!" Ma così non è, e il gatto abituato in casa è terrorizzato
non trova cibo e il suo destino è lì sul ciglio della strada dove quante e troppe volte li vediamo
inermi! Per il cane è un po' più difficile; ma c'è il canile.
Vi racconto la storia di due cagnoline. Eravamo andati, io e mio marito, al canile; ed in un
angoletto dentro l'infermeria, incollate una all'altra, erano lì, tremavano come foglie, una
bianca e nera ed una color champagne, ma gli stessi occhi grandi spaventati. La loro mamma,
così mi piace chiamarla, non c'era più, ed i figli avevano ben pensato di portarle subito in
canile. Dopo qualche mese, probabilmente colti dal rimorso, erano andati a riprenderle; e poi,
ricolti dall'egoismo, le avevano riportate nuovamente al canile. Risultato: le cagnoline erano
terrorizzate ed una delle due ogni tanto, improvvisamente, urlava, quasi ululava. Le abbiamo
subito portate a casa ma, ahimè, la cagnolina bianca e nera non ce l'ha fatta. L'altra è ancora
con noi e gli "ululati" sono più rari. Ho visto eredi sbranarsi per case, denari od altro, ma
raramente ho assistito a rincorse per tenere il cane o il gatto della nonna, della mamma o della
zia. Per cortesia guarda un attimo il tuo cane, i tuoi cani, il tuo gatto, i tuoi gatti.
Osservali e non permettere mai che il loro futuro sia gravato dall'incertezza. È nostro
dovere, così come abbiamo cura di testare, per chi ne ha la fortuna, su beni immobili o
altro, pensare a loro. Il caso della ricca americana che lascia tutto o quasi al suo cane
e non ai suoi nipoti non ci deve né stupire né scandalizzare... quello era l'unico suo vero
affetto. Infòrmati e fallo quanto prima. Rivolgiti ad uno studio legale, a uno studio notarile
e, se vuoi, telefona alla Fondazione Franca Melchiori Fasan-ONLUS (cell. 340-38.35.125 -
tel./fax 0442-94.763). Troverai sempre persone competenti in grado di consigliarti. Auguro di cuore a
tutti voi una lunga vita.
Loredana Salviato
(da Universi, dicembre 2007)

Pensiamoci per tempo!
Chicco, Chicca e Muci sono tre gatti quasi ventenni che ancora non hanno capito perché il loro amico,
che da tanti anni li proteggeva e li coccolava, all'improvviso se ne sia andato, lasciandoli soli
in balìa degli eventi. La storia ci giunge dal vicino Trentino e si aggiunge alle molte di cui già
vi abbiamo raccontato. I tre micioni sono rimasti soli per alcuni giorni a chiedersi perché il loro
amico non si svegliava e non parlava più con loro, perché le scodelle rimanevano vuote e tutto era
triste e silenzioso.
Finalmente un vicino di casa si è allarmato e ha chiesto l'intervento dei vigili del fuoco. A tarda
sera, quando è giunto il momento di sigillare l'appartamento, a qualcuno è venuto in mente di far
sapere all'associazione protezionista del luogo che i tre gatti dovevano lasciare l'abitazione e che
nessuno era disposto ad ospitarli. E così una volontaria ha messo in fretta e furia alcuni trasportini
in automobile ed è corsa a prenderli.
|
|
|
|
Muci
|
Chicco e Chicca
|
Chicca
|
I tre gatti hanno ora superato quel triste periodo di paura e smarrimento. Chicca fa la matrona in
mezzo agli altri gatti che sono ospitati a vita nel piccolo rifugio, Chicco, che è diabetico, viene
curato regolarmente e sta bene, Muci ha scoperto la gioia di aggirarsi libero in mezzo all'erba e ai
fiori e trascorre le sue giornate quasi sempre all'aperto.
Tre gatti fortunati, alla fin dei conti, molto più fortunati di tanti altri. Il loro amico, che li
adorava e che aveva sempre dichiarato di voler provvedere generosamente al loro futuro, non aveva
però ancora provveduto a dare alcuna disposizione al riguardo. Si sentiva forte, in salute, e così
non gli era sembrato di dover fare le cose con urgenza. Ora può riposare serenamente, ma noi tutti
dobbiamo imparare la lezione. Chiunque possiede un animale ha il dovere di provvedere con lucidità
e concretezza al suo futuro.
La domanda che ognuno di noi deve porsi è questa: chi si prenderebbe cura del mio animale, se io
dovessi mancare? Noi tutti ci auguriamo che questo non accada se non fra molti anni, però purtroppo
qualche volta non è sufficiente avere una buona scorta di ottimismo.
Noi che veniamo a conoscenza di tante situazioni e che tanto spesso veniamo interpellati in caso di
decesso o di grave malattia di proprietari di animali, sappiamo che non è affatto facile trovare chi
si prenda cura delle bestiole rimaste sole. Amati e coccolati fino a poche ore prima, cani, gatti e
uccellini si ritrovano da un momento all'altro soli e abbandonati. I più fortunati vengono accolti
da parenti o da persone amiche, altri da associazioni in grado di sistemarli presso nuove famiglie o
di provvedere adeguatamente a loro per tutta la vita, ma ci sono anche animali meno fortunati, il cui
problema viene "risolto" eliminandoli fisicamente o abbandonandoli.
Non ci stancheremo quindi mai di raccomandare a tutti voi che tenete alla sicurezza dei vostri animali
e non avete congiunti su cui fare affidamento, di provvedere per tempo a fare un testamento olografo,
scritto di vostro pugno, e a depositarlo in mani sicure. In questo testamento potrete destinare quanto
riterrete opportuno a una persona di massima fiducia, oppure a una Fondazione o Associazione animalista
di comprovata serietà, con il vincolo della destinazione al mantenimento e alla cura dei vostri animali
per tutta la durata naturale della loro esistenza, e poi eventualmente anche al sostentamento di altri
animali abbandonati.
Myrna Condini
(da Universi, dicembre 2007)

Lieto fine per tre mici di Livorno rimasti orfani
La storia è sempre la stessa ma questa volta, grazie al tempestivo intervento di alcune persone
che si sono prese a cuore la sorte dei tre mici, possiamo raccontare un lieto fine.
Alcune settimane fa giunse in redazione, tra i tanti, un appello che chiedeva un aiuto per
trovare una casa a tre gatti, non più giovanissimi, la cui anziana padrona era stata ricoverata
in ospedale e non avrebbe più fatto ritorno a casa, vista la gravità delle patologie riscontrate.
Ci siamo attivati immediatamente per avere informazioni e quello che ci hanno raccontato,
purtroppo, sembra un copione che va in scena regolarmente ogni qualvolta un anziano non può
più occuparsi dei suoi amici animali: i parenti non ne vogliono sapere e, peggio ancora,
non si prendono nemmeno la briga di trovare loro una sistemazione. Per questi poveri animali
la strada è spesso l'unica alternativa, il che equivale a morte certa nel giro di poco tempo.
Noi abbiamo dato la disponibilità ad ospitare i tre mici nel nostro Animal Sanctuary nel
caso non fosse stato possibile trovare loro una sistemazione presso qualche famiglia, ma la
situazione sembrava sotto controllo. Ad accudire i gatti ci pensavano alcuni conoscenti della
signora che regolarmente davano loro da mangiare e tentavano di tranquillizzarli, dal momento
che non vedendo più la loro padrona erano piuttosto spaventati. Purtroppo l'anziana signora
dopo alcuni giorni di ricovero è deceduta e la situazione nel giro di pochi giorni è degenerata:
il giorno stesso dei funerali i parenti avevano già provveduto a smontare i mobili, lasciando
i gatti in appartamento senza cibo, né un goccio d'acqua. Non solo, pare che avessero minacciato
una locale associazione animalista di venirseli a prendere immediatamente, altrimenti avrebbero
sporto denuncia. A questo punto abbiamo seguito la vicenda quotidianamente, sostenendo a distanza
chi si stava amorevolmente occupando dei gatti e rinnovando la disponibilità ad ospitarli. Alla
fine, grazie all'impegno dei conoscenti e amici della signora, i gatti hanno trovato una nuova
casa e persone disposte a dare e ricevere affetto da loro, nonostante la loro età, che supera
per tutti e tre i dieci anni.
Ringraziamo tutti coloro che si sono attivati per salvare i gatti e le famiglie che li hanno
adottati. Abbiamo omesso i loro nomi nel rispetto della privacy. Un ultimo saluto anche alla
loro padrona…
È sempre più importante, dunque, fare testamento ricordandosi dei nostri animali, per assicurare
loro un futuro sereno!!! Chi volesse informazione per testare in favore della Fondazione Fasan,
può chiamare il 340-38.35.125 dalle 9 alle 12 nei giorni feriali.
K.C.

EREDITÀ A QUATTRO ZAMPE: UN TESTAMENTO PER GLI ANIMALI
Ai primi vagiti autunnali del 1999 Milano scopre una incredibile storia di crudeltà verso gli animali: il
parroco di Niguarda, don Fabio, ha ereditato la villa con ampio giardino di una fedele parrocchiana defunta
e ha fatto sopprimere i quattro cagnolini che erano accuditi amorevolmente dalla signora Giuseppina Brambilla.
Entrato in possesso del testamento olografo della signora Brambilla ed appropriatosi della villa, il parroco
non ci ha pensato due volte a portare i quattro bastardini dal veterinario di zona, che li ha soppressi. Così,
Tufino, Gilda, Fritz e Fido sono volati, innocenti, nell'Aldilà. Don Fabio afferma di aver eseguito il volere
della defunta, che sarebbe stato espresso a voce. Secondo i volontari animalisti, gli avvocati e i semplici
cittadini che hanno denunciato alla Magistratura e ai giornali il caso, il parroco non aveva alcun diritto di
sopprimere i cani, così come il veterinario avrebbe potuto rifiutarsi di eseguire la "condanna". Purtroppo
l'art. 727 C. P. non vieta esplicitamente la soppressione di animali di proprietà. Ma chi ha detto che il
parroco "esecutore testamentario" fosse diventato in realtà il "proprietario" dei cani? Anche la Fondazione
Melchiori Fasan, tramite i suoi legali, si è interessata del caso, ma senza successo. Il testamento
pareva introvabile!
Un caso simile avviene a dicembre del 1999 a Serino, in provincia di Avellino, dove una nobildonna lascia ai
Francescani una cospicua eredità con l'unica clausola di dare cura e assistenza ai propri dieci cani e venti
gatti rimasti orfani. I frati del Convento di Serino, però, contraddicendo lo spirito e l'opera di San Francesco,
rifiutano l'eredità perchè non ritengono giusto doversi far carico anche degli animali. Nel frattempo, per incuria
e abbandono, alcuni cani e gatti muoiono di stenti. I frati vengono denunciati dalle Guardie Zoofile dell'ENPA.
Va molto meglio, almeno in teoria, ai cani accuditi in vita dalla signora Barattieri Sforza di Milano, che ha
lasciato un testamento olografo con una eredità milionaria (in Euro) a favore dei "propri" trecento trovatelli.
Appena ritrovato il testamento della signora i parenti hanno contestato la validità e la forma del lascito che
suscitava qualche dubbio («Desidero che tutti i miei averi vengano usati per creare una Fondazione o un'Associazione
per la costruzione di un rifugio per i cani abbandonati, a partire da quelli che già abbiamo». Alla fine il
testamento è stato riconosciuto valido e nipoti e altri pretendenti hanno dovuto rassegnarsi.
Ma perchè ridursi all'ultimo momento? Perchè rischiare che la propria volontà e l'opera a favore degli
animali spesa per una vita intera vengano vanificate in assenza di un testamento chiaro? È necessario far
testamento olografo, scritto di proprio pugno, in vita, destinando i propri beni a una Fondazione o
Associazione animaliste, a un Ente pubblico o a una persona di massima fiducia, con il vincolo della
destinazione al mantenimento dei propi animali finchè vivranno e, in seguito, al mantenimento e alla
cura degli animali abbandonati.
La Fondazione Melchiori Fasan, con il supporto di un notaio e di un pool di avvocati, ha attivato un servizio
di consulenza: potete contattarci per iscritto (Corso Milano 5 - 35139 PADOVA), via e-mail (
testamenti@aminews.net) oppure telefonarci o inviare un fax al numero 0442-94763 per
chi desiderasse redigere un testamento ineccepibile a favore degli animali, perchè le tristi storie di
Milano e di Avellino non si ripetano.
Se si vive con degli animali e non si hanno congiunti che condividono l'amore per "i fratelli minori" è
doveroso pensare a che fine faranno i quattrozampe in caso di prematura scomparsa di che li accudisce!!!
(testo in parte tratto dal volume di Stefano Apuzzo e Monica D'Ambrosio Anche gli animali vanno in Paradiso,
ed. Mediterranee)

ANIMAL SANCTUARY
Ci chiederete che differenza c'è fra un rifugio e un animal sanctuary. O santuario per animali, se lo preferite in italiano.
Animal sanctuary è un termine dal significato molto ampio perché include i rifugi, sia quelli per brevi soggiorni, sia quelli adatti ai lunghi
ricoveri, include i centri dove gli animali vengono raccolti curati e recuperati alla vita, include ogni habitat sorvegliato e protetto,
per esempio per le foche o per i delfini.
Animal sanctuary è un termine che a noi piace molto perché esprime la inviolabilità di un luogo in cui gli animali possono vivere al
sicuro, affidati a mani amiche e protetti dai pericoli esterni.
Noi purtroppo non abbiamo la disponibilità delle grosse associazioni statunitensi, con i loro animal sanctuary estesi su territori
vastissimi, curati da un gran numero di volontari e finanziati da una solida base di iscritti fra cui molte celebrità.
Però anche noi facciamo nel nostro piccolo tutto quello che possiamo, anche noi cerchiamo di creare dei piccoli luoghi protetti in cui i gatti
che sono rimasti senza famiglia possano continuare a vivere in modo dignitoso e gradevole. E la cosa non è affatto facile.
Sono infatti troppo numerosi i casi di proprietari di animali che perdono la loro autosufficienza o che muoiono lasciando soli e abbandonati
i loro amici a quattro zampe.
Quello che ci sconcerta è la superficialità, o forse la paura scaramantica, di chi si ostina a voler ignorare il problema.
C'è qualcuno che non è materialmente in grado di provvedere a una eventuale futura sistemazione e allora noi cerchiamo di rassicurarlo,
e ci prepariamo a fare in modo che i suoi gatti non finiscano male.
Altri affermano di aver provveduto a tutti, cani gatti e canarini, ma poi si scopre che li hanno affidati, e solo a parole, a chi in realtà
desidera disfarsene alla svelta, per non doverli mantenere o per ripulire la casa. E noi a precipitarci in tutta fretta per scoprire che la
pupilla dell'anziana signora e il suo fidanzato stanno già seppellendo in una grande buca il vecchio cagnolone che dormiva
sempre ai piedi della sua padrona. E per dover litigare di brutto, che un gatto di nove anni non è vecchio e non va soppresso, che gli
resta ancora molto da vivere. E poi via sotto la pioggia con i gatti stipati nei cestini e la gabbia del canarino in braccio a pensare come
sistemarli!
Allora, se avete a cuore la sorte dei vostri animali:
1) Cercate per tempo una o più persone, privati o appartenenti a una seria organizzazione, e studiateveli per benino, perché di loro
dovrete potervi fidarvi. Il che non è una cosa facile. Informateli circa le vostre intenzioni e saggiatene la disponibilità. Attenti a chi si
entusiasma troppo. È una grossa grana quella che potrebbe capitargli sulle spalle, anche se accompagnata dai congrui mezzi
economici, e non c'è proprio motivo di esserne entusiasti. A meno di non avere qualche altra idea per la testa...
2) Se avete individuato le vostre persone di fiducia e se ne avete i mezzi, provvedete a metterle in grado di mantenere i vostri animali,
possibilmente lasciandoli dove hanno sempre vissuto. Tenete presente che le parole non servono a niente e che solo un testamento
fatto con tutte le regole potrà resistere all'attacco dei più o meno lontani e agguerriti parenti.
Un'ultima considerazione: non sarebbe ora che anche in Italia diventasse legalmente possibile nominare come nostri eredi direttamente
anche i nostri animali? E adesso auguriamoci di vivere tutti a lungo. A lungo e felici, insieme a cani gatti e canarini.
(da Universi, giugno 2001)

TESTIMONIANZA DI UN AGENTE IMMOBILIARE
Prendo spunto dall'articolo apparso su Universi di giugno 2001 per confermare che il problema del destino dei nostri cari animali post
mortem nostram è veramente grave.
Sono circa 30 anni che faccio l'Agente Immobiliare e, ahimè, in numerosi, troppi, casi ho visto cani e gatti trattati dagli eredi del defunto
nè più nè meno come spazzatura. Non potrò mai dimenticare gli occhi disperati di quel cagnetto di Oriago con solo un tozzo di pane
raffermo a terra e senza ciotola d'acqua. Alla mia domanda rivolta al figlio della defunta: "Che ne sarà del cane?", la risposta arrivò secca:
"Non se ne preoccupi, non sono affari che la riguardano!" E chissà quanto amore aveva conosciuto e quante carezze; ed ora era lì, in un
angolo del giardino, ad attendere... Per i gatti la situazione è ancora peggiore, ma molto più facile da risolvere per gli eredi senza scrupoli:
basta aprire la porta o (come spessissimo mi sono sentita dire) portarli in campagna...
E che dire delle due cagnette amate dalla loro anziana "padrona" ed abituate ad accucciarsi sul divano: portate in canile! E non servono
le raccomandazioni in vita nè tanto meno le promesse degli eredi; l'egoismo umano non ha limiti. E a nulla valgono le frasi scaramantiche
del tipo: preferisco non parlarne! Oppure: ci penserò più avanti!. Pensateci ora e subito! Abbiamo solo la certezza che dobbiamo tutti morire;
non sappiamo però quando. È importantissimo lasciare in vita i presupposti affinchè i nostri cari amici a quattro zampe vengano cautelati.
Quello che posso consigliare da Agente Immobiliare nonchè animalista è questo:
1) Ricordatevi di fare testamento. La legge vi consente di disporre, anche se avete figli, di 1/3 dei vostri beni da lasciare come e
a chi riterrete opportuno;
2) Dopo aver quindi scelto la persona di vostra fiducia alla quale affidare il compito di occuparsi dei vostri animali (come molto ben descritto
nell'articolo a cui faccio riferimento), contattate un
notaio al quale affidare fermamente le vostre ultime volontà sotto forma di testamento pubblico;
3) Scegliete voi se:
a) Destinare direttamente alla persona prescelta il lascito, condizionandolo all'accoglimento presso di sè del vostro animale con
l'obbligo di prendersene cura fino alla sua morte naturale;
b) Imporre agli eredi di custodire nella vostra casa il vostro animale sino alla sua morte naturale affidando alla persona da voi
prescelta e beneficata l'obbligo della cura e/o della sorveglianza sul
comportamento degli eredi.
Voglio infine lanciare un messaggio a chi, pur non avendo animali, li ama sinceramente e vuole aiutarli. Ci sono associazioni molto
serie che si occupano con amore e competenza di tutti gli animali e che hanno ovviamente sempre bisogno di finanziamenti.
Io personalmente e sin dall'età di 32 anni ho fatto il mio testamento. Questo non vuole essere un grido d'allarme, ma purtroppo l'Italia
non è come la Danimarca o l'Inghilterra dove è più frequente che la gente si ponga questo problema. È molto raro, anche tra gli stessi
animalisti, che qualcuno pensi per prima cosa al cane o al gatto; e sì che loro a noi danno, oltre che affetto puro e disinteressato, la vita.
Loredana Salviato
