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Fondazione Franca Melchiori Fasan - ONLUS
 
 
incorpora OIPA OIPA ® (*) Ente Giuridico di Diritto Privato, Ente cessato
 
(*)Il marchio OIPA e il relativo simbolo sono stati regolarmente registrati dal Prof. Michele Pietro Ghezzo che ne ha in seguito ceduto i diritti alla Fondazione Franca Melchiori Fasan-ONLUS
 
09/07/2008
visite dal 28/12/2006 : 00083237  |  ultimo aggiornamento: 20/05/2008
 
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Animali e Testamenti

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Ente giuridico riconosciuto dal 29 dicembre 1997, La Fondazione è abilitata a ricevere legati e donazioni: il riconoscimento le garantisce l'esonero dei diritti di successione.

COME TESTARE IN FAVORE DELLA FONDAZIONE

È sufficiente recarsi presso un notaio e depositare il proprio testamento (informando la Fondazione riguardo il nome del notaio), oppure redigerlo interamente di propria mano (testamento olografo), inserendo luogo e data e firmandolo (inviando poi l'originale alla FondazioneFranca Melchiori Fasan-ONLUS). Ecco un fac-simile:

Questo è il mio testamento
(luogo e data completi)

 

Io sottoscritto .......................................................................................

(nome, cognome, indirizzo)

in pieno possesso delle mie facoltà mentali, lascio alla Fondazione Franca Melchiori Fasan-ONLUS, con sede in Padova, Corso Milano 5:

(indicare di seguito i beni, immobili e/o mobili, i legati, la parte di attivo netto della successione di cui si desidera che la Fondazione benefìci. Menzionare la presenza di animali e, in caso affermativo, aggiungere la clausola relativa alla loro presa in carico da parte della Fondazione)

 

Firma per esteso e leggibile

 

Oppure scaricate il modulo in formato pdf  Scarica il modulo

 

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ATTENZIONE!!! I NOSTRI AVVOCATI SONO A DISPOSIZIONE PER CONSULTI GRATUITI CIRCA I TESTAMENTI DI SIMPATIZZANTI CHE DESIDERASSERO RICORDARSI DEI LORO ANIMALI.

e-mail: testamenti@aminews.net

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Nel testamento anche gli animali per offrirgli un futuro

Fare testamento non è proprio un'attività divertente, eppure, visto che nessuno è eterno e sa quando Atropo taglierà il filo, semplifica le cose.
Pensare anche ai propri animali, nel malaugurato caso accadesse un incidente fatale (tocchiamo il dovuto) è ancora più apprezzabile, in quanto non hanno la possibilità di andare da avvocati di grido per reclamare beni mobili e immobili. La Fondazione Franca Melchiori Fasan-Onlus (http://www.fasan.aminews.net; cell. 340-38.35.125 - tel./fax 0442-94.763), di cui è responsabile il caro amico professor Michele Pietro Ghezzo, segue oltre settecento gatti e sta portando a termine un Animal Sanctuary che si pone come una delle prime strutture europee per l'accoglienza di animali in difficoltà.
Recentemente l'associazione è intervenuta per risolvere un problema che si pone quotidianamente. Un'anziana signora livornese è stata ricoverata in ospedale gravemente malata. I suoi tre gatti, non più giovanissimi peraltro, venivano inizialmente accuditi da alcuni conoscenti e vicini di casa. Purtroppo la signora, dopo alcuni giorni di ricovero, è deceduta e la situazione nel giro di pochi giorni è degenerata: il giorno stesso dei funerali i parenti avevano già provveduto a smontare i mobili, lasciando i gatti in appartamento senza cibo, né un goccio d'acqua. Non solo, pare che avessero minacciato una locale associazione animalista di venirseli a prendere immediatamente, altrimenti avrebbero sporto denuncia. A questo punto è intervenuto Ghezzo offrendosi di ospitarli nell'Animal Sanctuary della Fondazione. Per fortuna, alcuni amici (non parenti) dell'anziana scomparsa hanno offerto loro una nuova casa e un nuovo affetto.
È un copione già visto che non sempre finisce bene, anzi spesso finisce con animali abbandonati tra i litigi per un mobile antico o per un pezzo di orto incolto da ereditare. Tra gli obiettivi dell'associazione di Ghezzo vi è anche quello di raccogliere i testamenti di chi intende far sì che vengano rispettate le proprie volontà nei confronti dei propri pet, per assicurare loro un futuro sereno.
Operazione molto semplice che vi invito a prendere in seria considerazione. Bastano due righe di proprio pugno (testamento olografo) depositate presso un notaio e un'informazione, sul nome del professionista, alla Fondazione Fasan. Pensate anche a loro oltre ai cantonali dell'800.

Oscar Grazioli
(da Libero di giovedì 11 ottobre 2007)

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A proposito di animali e testamenti parla un'agente immobiliare

Col passare degli anni mi è sempre più difficile parlare di animali; e non perchè il mio amore per loro sia diminuito, ma perché si ha paura di sconfinare nel retorico o di ripetersi. Le battaglie giovanili contro l'abbandono, i maltrattamenti, la vivisezione, le pellicce sono lontane e tutte le parole dette sembrano state vane, inutili. La compassione non si insegna e la sensibilità, immodestamente, è dono di pochi. Pertanto queste righe non sono rivolte a chi possiede un cane o un gatto punto e basta, ma a chi ha avuto la fortuna di condividere la sua vita con a fianco, cane o gatto che sia, chi ti guarda e ti scodinzola felice al tua arrivare a casa o che fa le fusa quando tu, stanco, ti siedi sul divano. Se è difficile parlare di animali a chi di animali non ne ha, è forse ancora più difficile rivolgersi a coloro (e non mi escludo) che li hanno, che condividono con loro ogni quotidianità; difficile perché convinti di fare tutto per il megl... e sicuramente lo fanno! Lo accudiscono, lo lavano, lo portano regolarmente dal veterinario, cibo e coccole non mancano... e poi? Cos'altro, mi dirai tu, devo fare? Qualcuno ha scritto: «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi». E allora non lasciamo che quegli occhi sereni, quegli occhi del gatto o del cane che in questo momento stai accarezzando, diventino tristi. Non possiamo né dobbiamo permetterlo neanche a "Signora Morte".
Spesso quando accenno a questo argomento rischio d'essere considerata menagrama, le corna sono di rito e la risposta è sempre questa: «ma cosa vai a pensare! Hai una vita davanti a te!».
Io non so se ho una vita, un anno, dieci anni, un'ora o un minuto. Non lo so e non lo voglio ovviamente sapere. Ma so con certezza che non posso lasciare i miei cani in balia di "nessuno".
Potrei fare decine e decine di tristi esempi ma ne citerò solo uno. Durante gli anni del mio lavoro e del mio volontariato troppe volte ho visto come finiscono gli animali di chi non c'è più. E non si tratta di essere giovani od anziani! Auguro a tutti voi amici che leggete una lunga e serena vita ed altrettanto lunga e serena al vostro compagno cane o gatto che sia. Ma vi prego di riflettere. Guardate per un attimo il vostro Fuffi, Momi o Sissi... È molto facile liberarsi di uno o più gatti, è molto facile, basta un'auto, una gabbietta e poi... la strada.
Nella convinzione comune di chi commette questo gesto la frase più frequente è: "Beh, è un gatto, tanto si arrangia e poi troverà qualcuno!" Ma così non è, e il gatto abituato in casa è terrorizzato non trova cibo e il suo destino è lì sul ciglio della strada dove quante e troppe volte li vediamo inermi! Per il cane è un po' più difficile; ma c'è il canile.
Vi racconto la storia di due cagnoline. Eravamo andati, io e mio marito, al canile; ed in un angoletto dentro l'infermeria, incollate una all'altra, erano lì, tremavano come foglie, una bianca e nera ed una color champagne, ma gli stessi occhi grandi spaventati. La loro mamma, così mi piace chiamarla, non c'era più, ed i figli avevano ben pensato di portarle subito in canile. Dopo qualche mese, probabilmente colti dal rimorso, erano andati a riprenderle; e poi, ricolti dall'egoismo, le avevano riportate nuovamente al canile. Risultato: le cagnoline erano terrorizzate ed una delle due ogni tanto, improvvisamente, urlava, quasi ululava. Le abbiamo subito portate a casa ma, ahimè, la cagnolina bianca e nera non ce l'ha fatta. L'altra è ancora con noi e gli "ululati" sono più rari. Ho visto eredi sbranarsi per case, denari od altro, ma raramente ho assistito a rincorse per tenere il cane o il gatto della nonna, della mamma o della zia. Per cortesia guarda un attimo il tuo cane, i tuoi cani, il tuo gatto, i tuoi gatti. Osservali e non permettere mai che il loro futuro sia gravato dall'incertezza. È nostro dovere, così come abbiamo cura di testare, per chi ne ha la fortuna, su beni immobili o altro, pensare a loro. Il caso della ricca americana che lascia tutto o quasi al suo cane e non ai suoi nipoti non ci deve né stupire né scandalizzare... quello era l'unico suo vero affetto. Infòrmati e fallo quanto prima. Rivolgiti ad uno studio legale, a uno studio notarile e, se vuoi, telefona alla Fondazione Franca Melchiori Fasan-ONLUS (cell. 340-38.35.125 - tel./fax 0442-94.763). Troverai sempre persone competenti in grado di consigliarti. Auguro di cuore a tutti voi una lunga vita.

Loredana Salviato
(da Universi, dicembre 2007)

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Pensiamoci per tempo!

Chicco, Chicca e Muci sono tre gatti quasi ventenni che ancora non hanno capito perché il loro amico, che da tanti anni li proteggeva e li coccolava, all'improvviso se ne sia andato, lasciandoli soli in balìa degli eventi. La storia ci giunge dal vicino Trentino e si aggiunge alle molte di cui già vi abbiamo raccontato. I tre micioni sono rimasti soli per alcuni giorni a chiedersi perché il loro amico non si svegliava e non parlava più con loro, perché le scodelle rimanevano vuote e tutto era triste e silenzioso.
Finalmente un vicino di casa si è allarmato e ha chiesto l'intervento dei vigili del fuoco. A tarda sera, quando è giunto il momento di sigillare l'appartamento, a qualcuno è venuto in mente di far sapere all'associazione protezionista del luogo che i tre gatti dovevano lasciare l'abitazione e che nessuno era disposto ad ospitarli. E così una volontaria ha messo in fretta e furia alcuni trasportini in automobile ed è corsa a prenderli.

Muci
Chicco e Chicca
Chicca

I tre gatti hanno ora superato quel triste periodo di paura e smarrimento. Chicca fa la matrona in mezzo agli altri gatti che sono ospitati a vita nel piccolo rifugio, Chicco, che è diabetico, viene curato regolarmente e sta bene, Muci ha scoperto la gioia di aggirarsi libero in mezzo all'erba e ai fiori e trascorre le sue giornate quasi sempre all'aperto.
Tre gatti fortunati, alla fin dei conti, molto più fortunati di tanti altri. Il loro amico, che li adorava e che aveva sempre dichiarato di voler provvedere generosamente al loro futuro, non aveva però ancora provveduto a dare alcuna disposizione al riguardo. Si sentiva forte, in salute, e così non gli era sembrato di dover fare le cose con urgenza. Ora può riposare serenamente, ma noi tutti dobbiamo imparare la lezione. Chiunque possiede un animale ha il dovere di provvedere con lucidità e concretezza al suo futuro.
La domanda che ognuno di noi deve porsi è questa: chi si prenderebbe cura del mio animale, se io dovessi mancare? Noi tutti ci auguriamo che questo non accada se non fra molti anni, però purtroppo qualche volta non è sufficiente avere una buona scorta di ottimismo.
Noi che veniamo a conoscenza di tante situazioni e che tanto spesso veniamo interpellati in caso di decesso o di grave malattia di proprietari di animali, sappiamo che non è affatto facile trovare chi si prenda cura delle bestiole rimaste sole. Amati e coccolati fino a poche ore prima, cani, gatti e uccellini si ritrovano da un momento all'altro soli e abbandonati. I più fortunati vengono accolti da parenti o da persone amiche, altri da associazioni in grado di sistemarli presso nuove famiglie o di provvedere adeguatamente a loro per tutta la vita, ma ci sono anche animali meno fortunati, il cui problema viene "risolto" eliminandoli fisicamente o abbandonandoli.
Non ci stancheremo quindi mai di raccomandare a tutti voi che tenete alla sicurezza dei vostri animali e non avete congiunti su cui fare affidamento, di provvedere per tempo a fare un testamento olografo, scritto di vostro pugno, e a depositarlo in mani sicure. In questo testamento potrete destinare quanto riterrete opportuno a una persona di massima fiducia, oppure a una Fondazione o Associazione animalista di comprovata serietà, con il vincolo della destinazione al mantenimento e alla cura dei vostri animali per tutta la durata naturale della loro esistenza, e poi eventualmente anche al sostentamento di altri animali abbandonati.

Myrna Condini
(da Universi, dicembre 2007)

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Lieto fine per tre mici di Livorno rimasti orfani

La storia è sempre la stessa ma questa volta, grazie al tempestivo intervento di alcune persone che si sono prese a cuore la sorte dei tre mici, possiamo raccontare un lieto fine.
Alcune settimane fa giunse in redazione, tra i tanti, un appello che chiedeva un aiuto per trovare una casa a tre gatti, non più giovanissimi, la cui anziana padrona era stata ricoverata in ospedale e non avrebbe più fatto ritorno a casa, vista la gravità delle patologie riscontrate. Ci siamo attivati immediatamente per avere informazioni e quello che ci hanno raccontato, purtroppo, sembra un copione che va in scena regolarmente ogni qualvolta un anziano non può più occuparsi dei suoi amici animali: i parenti non ne vogliono sapere e, peggio ancora, non si prendono nemmeno la briga di trovare loro una sistemazione. Per questi poveri animali la strada è spesso l'unica alternativa, il che equivale a morte certa nel giro di poco tempo.
Noi abbiamo dato la disponibilità ad ospitare i tre mici nel nostro Animal Sanctuary nel caso non fosse stato possibile trovare loro una sistemazione presso qualche famiglia, ma la situazione sembrava sotto controllo. Ad accudire i gatti ci pensavano alcuni conoscenti della signora che regolarmente davano loro da mangiare e tentavano di tranquillizzarli, dal momento che non vedendo più la loro padrona erano piuttosto spaventati. Purtroppo l'anziana signora dopo alcuni giorni di ricovero è deceduta e la situazione nel giro di pochi giorni è degenerata: il giorno stesso dei funerali i parenti avevano già provveduto a smontare i mobili, lasciando i gatti in appartamento senza cibo, né un goccio d'acqua. Non solo, pare che avessero minacciato una locale associazione animalista di venirseli a prendere immediatamente, altrimenti avrebbero sporto denuncia. A questo punto abbiamo seguito la vicenda quotidianamente, sostenendo a distanza chi si stava amorevolmente occupando dei gatti e rinnovando la disponibilità ad ospitarli. Alla fine, grazie all'impegno dei conoscenti e amici della signora, i gatti hanno trovato una nuova casa e persone disposte a dare e ricevere affetto da loro, nonostante la loro età, che supera per tutti e tre i dieci anni.
Ringraziamo tutti coloro che si sono attivati per salvare i gatti e le famiglie che li hanno adottati. Abbiamo omesso i loro nomi nel rispetto della privacy. Un ultimo saluto anche alla loro padrona…
È sempre più importante, dunque, fare testamento ricordandosi dei nostri animali, per assicurare loro un futuro sereno!!! Chi volesse informazione per testare in favore della Fondazione Fasan, può chiamare il 340-38.35.125 dalle 9 alle 12 nei giorni feriali.

K.C.

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EREDITÀ A QUATTRO ZAMPE: UN TESTAMENTO PER GLI ANIMALI

Ai primi vagiti autunnali del 1999 Milano scopre una incredibile storia di crudeltà verso gli animali: il parroco di Niguarda, don Fabio, ha ereditato la villa con ampio giardino di una fedele parrocchiana defunta e ha fatto sopprimere i quattro cagnolini che erano accuditi amorevolmente dalla signora Giuseppina Brambilla. Entrato in possesso del testamento olografo della signora Brambilla ed appropriatosi della villa, il parroco non ci ha pensato due volte a portare i quattro bastardini dal veterinario di zona, che li ha soppressi. Così, Tufino, Gilda, Fritz e Fido sono volati, innocenti, nell'Aldilà. Don Fabio afferma di aver eseguito il volere della defunta, che sarebbe stato espresso a voce. Secondo i volontari animalisti, gli avvocati e i semplici cittadini che hanno denunciato alla Magistratura e ai giornali il caso, il parroco non aveva alcun diritto di sopprimere i cani, così come il veterinario avrebbe potuto rifiutarsi di eseguire la "condanna". Purtroppo l'art. 727 C. P. non vieta esplicitamente la soppressione di animali di proprietà. Ma chi ha detto che il parroco "esecutore testamentario" fosse diventato in realtà il "proprietario" dei cani? Anche la Fondazione Melchiori Fasan, tramite i suoi legali, si è interessata del caso, ma senza successo. Il testamento pareva introvabile!
Un caso simile avviene a dicembre del 1999 a Serino, in provincia di Avellino, dove una nobildonna lascia ai Francescani una cospicua eredità con l'unica clausola di dare cura e assistenza ai propri dieci cani e venti gatti rimasti orfani. I frati del Convento di Serino, però, contraddicendo lo spirito e l'opera di San Francesco, rifiutano l'eredità perchè non ritengono giusto doversi far carico anche degli animali. Nel frattempo, per incuria e abbandono, alcuni cani e gatti muoiono di stenti. I frati vengono denunciati dalle Guardie Zoofile dell'ENPA.
Va molto meglio, almeno in teoria, ai cani accuditi in vita dalla signora Barattieri Sforza di Milano, che ha lasciato un testamento olografo con una eredità milionaria (in Euro) a favore dei "propri" trecento trovatelli. Appena ritrovato il testamento della signora i parenti hanno contestato la validità e la forma del lascito che suscitava qualche dubbio («Desidero che tutti i miei averi vengano usati per creare una Fondazione o un'Associazione per la costruzione di un rifugio per i cani abbandonati, a partire da quelli che già abbiamo». Alla fine il testamento è stato riconosciuto valido e nipoti e altri pretendenti hanno dovuto rassegnarsi.
Ma perchè ridursi all'ultimo momento? Perchè rischiare che la propria volontà e l'opera a favore degli animali spesa per una vita intera vengano vanificate in assenza di un testamento chiaro? È necessario far testamento olografo, scritto di proprio pugno, in vita, destinando i propri beni a una Fondazione o Associazione animaliste, a un Ente pubblico o a una persona di massima fiducia, con il vincolo della destinazione al mantenimento dei propi animali finchè vivranno e, in seguito, al mantenimento e alla cura degli animali abbandonati.
La Fondazione Melchiori Fasan, con il supporto di un notaio e di un pool di avvocati, ha attivato un servizio di consulenza: potete contattarci per iscritto (Corso Milano 5 - 35139 PADOVA), via e-mail ( testamenti@aminews.net) oppure telefonarci o inviare un fax al numero 0442-94763 per chi desiderasse redigere un testamento ineccepibile a favore degli animali, perchè le tristi storie di Milano e di Avellino non si ripetano.
Se si vive con degli animali e non si hanno congiunti che condividono l'amore per "i fratelli minori" è doveroso pensare a che fine faranno i quattrozampe in caso di prematura scomparsa di che li accudisce!!!

(testo in parte tratto dal volume di Stefano Apuzzo e Monica D'Ambrosio Anche gli animali vanno in Paradiso, ed. Mediterranee)

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ANIMAL SANCTUARY

Ci chiederete che differenza c'è fra un rifugio e un animal sanctuary. O santuario per animali, se lo preferite in italiano.
Animal sanctuary è un termine dal significato molto ampio perché include i rifugi, sia quelli per brevi soggiorni, sia quelli adatti ai lunghi ricoveri, include i centri dove gli animali vengono raccolti curati e recuperati alla vita, include ogni habitat sorvegliato e protetto, per esempio per le foche o per i delfini.
Animal sanctuary è un termine che a noi piace molto perché esprime la inviolabilità di un luogo in cui gli animali possono vivere al sicuro, affidati a mani amiche e protetti dai pericoli esterni.
Noi purtroppo non abbiamo la disponibilità delle grosse associazioni statunitensi, con i loro animal sanctuary estesi su territori vastissimi, curati da un gran numero di volontari e finanziati da una solida base di iscritti fra cui molte celebrità.
Però anche noi facciamo nel nostro piccolo tutto quello che possiamo, anche noi cerchiamo di creare dei piccoli luoghi protetti in cui i gatti che sono rimasti senza famiglia possano continuare a vivere in modo dignitoso e gradevole. E la cosa non è affatto facile.
Sono infatti troppo numerosi i casi di proprietari di animali che perdono la loro autosufficienza o che muoiono lasciando soli e abbandonati i loro amici a quattro zampe.
Quello che ci sconcerta è la superficialità, o forse la paura scaramantica, di chi si ostina a voler ignorare il problema.
C'è qualcuno che non è materialmente in grado di provvedere a una eventuale futura sistemazione e allora noi cerchiamo di rassicurarlo, e ci prepariamo a fare in modo che i suoi gatti non finiscano male.
Altri affermano di aver provveduto a tutti, cani gatti e canarini, ma poi si scopre che li hanno affidati, e solo a parole, a chi in realtà desidera disfarsene alla svelta, per non doverli mantenere o per ripulire la casa. E noi a precipitarci in tutta fretta per scoprire che la pupilla dell'anziana signora e il suo fidanzato stanno già seppellendo in una grande buca il vecchio cagnolone che dormiva sempre ai piedi della sua padrona. E per dover litigare di brutto, che un gatto di nove anni non è vecchio e non va soppresso, che gli resta ancora molto da vivere. E poi via sotto la pioggia con i gatti stipati nei cestini e la gabbia del canarino in braccio a pensare come sistemarli!

Allora, se avete a cuore la sorte dei vostri animali:

1) Cercate per tempo una o più persone, privati o appartenenti a una seria organizzazione, e studiateveli per benino, perché di loro dovrete potervi fidarvi. Il che non è una cosa facile. Informateli circa le vostre intenzioni e saggiatene la disponibilità. Attenti a chi si entusiasma troppo. È una grossa grana quella che potrebbe capitargli sulle spalle, anche se accompagnata dai congrui mezzi economici, e non c'è proprio motivo di esserne entusiasti. A meno di non avere qualche altra idea per la testa...
2) Se avete individuato le vostre persone di fiducia e se ne avete i mezzi, provvedete a metterle in grado di mantenere i vostri animali, possibilmente lasciandoli dove hanno sempre vissuto. Tenete presente che le parole non servono a niente e che solo un testamento fatto con tutte le regole potrà resistere all'attacco dei più o meno lontani e agguerriti parenti.

Un'ultima considerazione: non sarebbe ora che anche in Italia diventasse legalmente possibile nominare come nostri eredi direttamente anche i nostri animali? E adesso auguriamoci di vivere tutti a lungo. A lungo e felici, insieme a cani gatti e canarini.

(da Universi, giugno 2001)

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TESTIMONIANZA DI UN AGENTE IMMOBILIARE

Prendo spunto dall'articolo apparso su Universi di giugno 2001 per confermare che il problema del destino dei nostri cari animali post mortem nostram è veramente grave.
Sono circa 30 anni che faccio l'Agente Immobiliare e, ahimè, in numerosi, troppi, casi ho visto cani e gatti trattati dagli eredi del defunto nè più nè meno come spazzatura. Non potrò mai dimenticare gli occhi disperati di quel cagnetto di Oriago con solo un tozzo di pane raffermo a terra e senza ciotola d'acqua. Alla mia domanda rivolta al figlio della defunta: "Che ne sarà del cane?", la risposta arrivò secca: "Non se ne preoccupi, non sono affari che la riguardano!" E chissà quanto amore aveva conosciuto e quante carezze; ed ora era lì, in un angolo del giardino, ad attendere... Per i gatti la situazione è ancora peggiore, ma molto più facile da risolvere per gli eredi senza scrupoli: basta aprire la porta o (come spessissimo mi sono sentita dire) portarli in campagna...
E che dire delle due cagnette amate dalla loro anziana "padrona" ed abituate ad accucciarsi sul divano: portate in canile! E non servono le raccomandazioni in vita nè tanto meno le promesse degli eredi; l'egoismo umano non ha limiti. E a nulla valgono le frasi scaramantiche del tipo: preferisco non parlarne! Oppure: ci penserò più avanti!. Pensateci ora e subito! Abbiamo solo la certezza che dobbiamo tutti morire; non sappiamo però quando. È importantissimo lasciare in vita i presupposti affinchè i nostri cari amici a quattro zampe vengano cautelati.
Quello che posso consigliare da Agente Immobiliare nonchè animalista è questo:
1) Ricordatevi di fare testamento. La legge vi consente di disporre, anche se avete figli, di 1/3 dei vostri beni da lasciare come e a chi riterrete opportuno;
2) Dopo aver quindi scelto la persona di vostra fiducia alla quale affidare il compito di occuparsi dei vostri animali (come molto ben descritto nell'articolo a cui faccio riferimento), contattate un notaio al quale affidare fermamente le vostre ultime volontà sotto forma di testamento pubblico;
3) Scegliete voi se:
a) Destinare direttamente alla persona prescelta il lascito, condizionandolo all'accoglimento presso di sè del vostro animale con l'obbligo di prendersene cura fino alla sua morte naturale;
b) Imporre agli eredi di custodire nella vostra casa il vostro animale sino alla sua morte naturale affidando alla persona da voi prescelta e beneficata l'obbligo della cura e/o della sorveglianza sul comportamento degli eredi.

Voglio infine lanciare un messaggio a chi, pur non avendo animali, li ama sinceramente e vuole aiutarli. Ci sono associazioni molto serie che si occupano con amore e competenza di tutti gli animali e che hanno ovviamente sempre bisogno di finanziamenti.
Io personalmente e sin dall'età di 32 anni ho fatto il mio testamento. Questo non vuole essere un grido d'allarme, ma purtroppo l'Italia non è come la Danimarca o l'Inghilterra dove è più frequente che la gente si ponga questo problema. È molto raro, anche tra gli stessi animalisti, che qualcuno pensi per prima cosa al cane o al gatto; e sì che loro a noi danno, oltre che affetto puro e disinteressato, la vita.

Loredana Salviato

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